A cosa serve studiare storia? Ce lo siamo chiesto tutti, almeno una volta, sbuffando sui libri aperti. La risposta arriva molto tempo dopo aver chiuso quei libri. La storia è esperienza, lezioni di vita, messaggi da raccogliere, errori da non ripetere. Anche in quel piccolo mondo dorato di frivolezze che è la bellezza. 

Sono tantissime le nozioni e le scoperte sulla cura del corpo che dobbiamo ai grandi popoli dell’antichità e le elenca tutte il make up artist Rossano De Cesaris, nel suo libro Trucco e bellezza nell’antichità (Editore Sillabe). Uscito nel 2019, si legge tutto d’un fiato e si imparano un sacco di cose (spoiler: nel 2021 arriva il sequel). Vale almeno la pena ricordare 5 regali che inconsapevolmente Egizi&company ci hanno lasciato. 

  1. Quanto è buono (per la pelle) l’olio di oliva. « Nell’antica Grecia era il modo preferito per idratare e nutrire la pelle », racconta Rossano. « Infinito il filone cosmetico che ha inaugurato da allora, da creme antiage a oli elasticizzanti per il corpo ». Tutto merito della vitamina E, eccezionale antietà. 
  2. Tinte naturali: colpi di testa senza rimpianti. « L’henné e il mallo di noce, che fin dall’antico Egitto e dall’Antica Grecia venivano utilizzati per tingere i capelli, si ritrovano ancora oggi in molte formulazioni ».
  3. L’arricciacapelli wireless. « L’elettricità non c’era. E allora l’intuizione: arricciare i capelli utilizzando dei ferri tondi riscaldati nella cenere calda, pratica delle donne romane e greche ». L’antenato delle piastre senza fili. Ma senza sensori che controllano la temperatura né spray termoprotettori (poveri capelli).
  4. Le pinzette per i peli. « Erano sorprendentemente simili a quelle utilizzate ai giorni nostri », assicura Rossano. « Le usavano etruschi e romani per estirpare i peli superflui delle sopracciglia e sul corpo ».
  5. Effetto Photoshop. « Nei make up romani più sofisticati veniva usata polvere di cristallo finemente tritata, applicata a fine trucco su tutto il viso per ottenere uno slow effect simile a quello degli illuminanti attuali».