Quello che ci sta succedendo da quando il Coronavirus, come un ladro invisibile, ci ha sconvolto la vita negandoci la libertà degli abbracci e togliendoci ogni certezza, da quella professionale a quella affettiva, è talmente straordinario e unico da non poter essere descritto in poche righe. Infinite le sfumature emotive che accompagnano questo periodo assurdo e un po’ surreale. Non c’è un modo più giusto per affrontare le cose. Chi non perdeva mai il sorriso prima di questo dramma collettivo, probabilmente ha conservato questa rara e preziosa virtù (beato lui). C’è chi ha scoperto di avere una forza di reazione incredibile, rimasta finora sepolta, e chi non riesce proprio a vedere il bicchiere mezzo pieno. Tutto è lecito, niente è condannabile. 

Di certo i vissuti negativi prevalgono sull’ottimismo. Il 68% degli italiani vive male l’isolamento forzato, il 78% prova ansia e senso di oppressione, il 13% nervosismo. Lo rivela un sondaggio compiuto da Eurodap (Associazione europea per il disturbo da attacchi di panico) per Adnkronos Salute (sul sito eurodap.it si può anche partecipare a un questionario sul proprio livello di ansia in tempi di Covid 19).

Il problema del carico psicologico ed emotivo dei cittadini non è un corollario trascurabile della crisi che stiamo vivendo, ma un tassello importante per il benessere della nazione, da cui dipende anche la possibilità di ripartire, quando sarà possibile, con la giusta grinta e un pizzico di ottimismo. Conscia di ciò, il 6 marzo 2020 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha divulgato alcuni consigli per gestire lo stress associato alla emergenza sanitaria globale del COVID-19 che ha sintetizzato in due infografiche, consultabili sul sito dell’Istituto superiore di sanità. 

Qualche spunto. Accetta la paura, ma non lasciarti sopraffare. La paura è un sentimento funzionale alla sopravvivenza umana: nel corso della storia, senza la paura del pericolo la specie umana probabilmente si sarebbe estinta. Ma se eccessiva, ci rende vulnerabili. Non si può azzerare, ma arginare innanzitutto con l’informazione. Leggi solo notizie da fonti affidabili, senza lasciarti trascinare dal vortice delle fake news e dei complottismi senza fondamento scientifico.  

Attenzione all’autosuggestione. Di nuovo quella paura improvvisa che ti strozza la gola? Un incubo che riguarda i tuoi cari? Quando si è in uno stato di allerta e magari anche in una condizione di deprivazione sensoriale per noia o mancanza di idee, si è più portati a ingigantire le sensazioni. Prova a immaginare che cosa penseresti se quella sensazione o quel comportamento venisse espresso da un tuo famigliare (moglie, marito, figlio). Lo rassicureresti? Sdrammatizzeresti con un sorriso o una battuta? Di solito questo re-indirizzamento ci pone in una posizione di maggiore obiettività e maggiore razionalità.

Non dare modo alla tua mente di rimanere impantanata nel fango dei pensieri negativi. Tienila allenata in attività che ti danno piacere e gratificazione. Leggere, cucinare, curare le piante, videochiamare parenti e amici. Ma anche no, se non ne hai voglia. Il tempo libero non è un tempo da riempire per forza. Non sappiamo più cos’è l’ozio o meglio lo sappiamo ma ne abbiamo paura. Temiamo il giudizio. Non bisogna essere necessariamente produttivi. Puoi goderti la possibilità (unica) di poltrire sul divano, fare binge watching con le tue serie tv preferite, stare sul davanzale col naso all’insù, a pensare o ad ascoltare la musica. Se è ciò che ti fa stare bene, alla larga dai brutti pensieri, fallo. Non ti giudicherà nessuno. Quando mai ti ricapita?